OTTOBRE - NOVEMBRE 2004
Sigarette: smetti! Non mandare tutto in fumo
Presso l'U.O. di Psicologia ospedaliera dell'A.O. D. Cotugno di Napoli è stato attivato un Ambulatorio Antifumo composto da uno psicologo, due tirocinanti psicologi, con la consulenza dello specialista pneumologo e dello psichiatra.
Il trattamento prevede una terapia psicologica, con riferimento a modelli teorici cognitivo-comportamentali e sistemici, secondo protocolli già sperimentati proposti dall'Istituto Superiore di Sanità (Osservatorio Fumo Alcool e Droga e dalla Lega Nazionale contro i Tumori).
Liberarsi dalla dipendenza dal fumo comporta affrontare un vero e proprio cambiamento.
I fumatori sono gli artefici del loro cambiamento, il conduttore ha solo la funzione di una guida, ma non ha la facoltà di liberare "magicamente" dal problema.
Il cambiamento secondo, Prochaska e Di Clemente, è un processo graduale che avviene per stadi:
Perchè nasce il bisogno
Il tabacco è stato inserito nel 1999 nel Dsm IV, il manuale diagnostico delle malattie mentali, tra le sostanze il cui uso provoca specifici disturbi insieme ad altre sostanze psicoattive quali gli oppiacei, l'alcool, le benzodiazepine, la cocaina, la caffeina.
Il tabagismo quindi, è considerato una patologia a tutti gli effetti.
Se la prima esperienza del fumo di sigaretta non è piacevole perché si inizia a fumare?
La sigaretta ha un valore simbolico; per l'adolescente, infatti, è un modo per affermare la propria autonomia. Rappresenta il passaggio verso l'età adulta.
In principio si fuma in gruppo per curiosità, per piacere agli amici, per affermare la propria identità, per rafforzare l'autostima.
Anche se le sensazioni provate la prima volta sono state spiacevoli, la persona può vivere l'esperienza come un ostacolo da superare, e in questo modo si crea un rinforzo mentale.
In particolare, nella fase adolescenziale, questo meccanismo rientra nella sindrome da onnipotenza tipica di questa età, caratterizzata dalla sensazione di poter tenere la sostanza sotto controllo.
Quindi il fumo assumerà un certo significato e una funzione propria, tipo il sentirsi forte, grande, atteggiarsi, concentrarsi, scaricare la tensione, attenuare l'ansia, manifestare aggressività, la carica erotica, sentirsi capace di affrontare qualunque cosa.
I primi sintomi quali: nausea, tosse, vertigini, continuando a fumare scompaiono, lasciando un senso di benessere. Ma il fumo di sigaretta può essere l'espressione di un disagio più profondo, come il desiderio di conformismo, un senso di inadeguatezza, il desiderio di trasgredire, il bisogno di appartenere a un gruppo.
Dipendenza dalle bionde
All'inizio fumare è un' azione volontaria, ma nel tempo si trasforma in un abitudine, un automatismo.
A lungo andare, i gesti ripetuti per fumare creano una coazione a ripetere che provoca un'immobilità mentale, causando una riduzione della capacità decisionale, con conseguente perdita del controllo sulla sostanza.
Questa situazione porta a negare il problema, oppure genera la sensazione di non riuscire a smettere anche volendo. Si manifestano anche dei disagi fisici quando si prova a smettere di fumare come cefalea, irritabilità, insonnia, vuoti di memoria, difficoltà di concentrazione, bulimia, stitichezza, diarrea, nausea.
I sintomi dall'astinenza da tabacco sono più intensi nei primi cinque giorni, poi si riducono, ma si manifestano in ogni individuo con modalità ed intensità diversa. Da un punto di vista fisiologico, la nicotina provoca un dissesto nel sistema nervoso, prima stimola il recettore.
Poi lo blocca e in questo modo provoca l'aumento del numero dei recettori nicotinici. Al momento che si smette di fumare, l'individuo si troverà con un numero superiore di recettori nei neuroni, che restano sensibili per un anno dal momento in cui si smette di fumare, pronti a ricevere altra nicotina.
Per tale motivo se si riprende a fumare dopo un periodo di astinenza si torna a fumare come prima o anche più di prima.
Il programma terapeutico
Il programma di dissuassefazione al fumo è composto principalmente di due fasi: una di preparazione e una di azione. I primi incontri sono di preparazione e in essi vengono fornite diverse informazioni scientifiche.
Per ognuno dei partecipanti, in base al tipo ed alla quantità di sigaretta che fumano, sono calcolati i costi economici mensili e annuali, attraverso un programma informatico.
E' spiegata la composizione chimica della sigaretta, con i relativi benefici e i danni che provoca all'organismo. Si invitano i partecipanti all'auto-osservazione, cioè a riflettere su i motivi e le modalità con cui si è diventati fumatori e sulle attuali abitudini.
Questo permette di rendere la persona più consapevole di alcuni comportamenti. Infatti, è evidente che fino a quando fumare è un comportamento inconsapevole e automatico, non è possibile produrre alcun cambiamento.
La riflessione aiuta a diventare consapevoli, ed a conoscere strategie per interrompere i comportamenti automatici. Si ascoltano le varie storie di ogni partecipante riguardo al primo approccio con il fumo.
Si distribuiscono il Test di Fagerstrom, che misura il grado di dipendenza, e il Questionario sulla Motivazione a smettere di fumare. Inoltre, si prenota un appuntamento dallo pneumologo, per effettuare una visita individuale specialistica di controllo e per valutare la possibilità, per chi ne fa richiesta, di una terapia farmacologica.
Il diario del fumatore
Un altro strumento per l'auto-osservazione, che viene fornito ai fumatori, è il diario del fumatore, che serve a conoscere le abitudini, le situazioni e le motivazioni per le quali fuma.
Il diario va compilato per ogni sigaretta che si fuma, scrivendo l'ora, l'attività che si sta svolgendo, l'umore, il grado di bisogno, da uno a cinque, che si sente per fumare quella sigaretta; cosa si può fare in alternativa ed infine se la sigaretta è stata fumata o meno.
Questo strumento serve ad avere un controllo sul fumo, e permette di far diminuire le sigarette fumate in modo automatico. Una volta fatto questo percorso resteranno solo le sigarette "importanti".
Poi si passa alla seconda fase, quella dell'azione in cui si decide di smettere di fumare. In questa fase, maggiori difficoltà si evidenziano entro le 24 ore dall'ultima sigaretta e il punto più critico si verifica nei primi quattro giorni.
Bisogna sapere che il desiderio della sigaretta dura solo pochi minuti e un modo per superare questi attimi è bere o distrarsi. In questa fase si supporta la persona che sta smettendo di fumare, aiutandolo a scoprire delle strategie, riconoscendo le situazioni rischiose e cambiando alcune abitudini.
In tale fase molte persone provano più volte a smettere di fumare prima di riuscirci definitivamente.