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Immagine di riferimento della sezione Archivio News SETTEMBRE 2004

 

 

Non basta reciclare
Abbattimento della spesa per lo smaltimento dei rifiuti tossici e speciali, riciclaggio della carta consumata negli uffici, raccolta differenziata per cartucce e toner di stampanti e fotocopiatrici:il progetto è stato approvato dal manager dell’azienda ospedaliera Cotugno Vincenzo Casalino, su proposta del dottor Massimo Miniero, dirigente medico, responsabile della Prevenzione e tutela sanitaria del personale in collaborazione con l’Asia, l’azienda per smaltimento dei rifiuti a Napoli.

Si tratta della prima iniziativa "ecologica" messa in atto da un’azienda sanitaria in Campania.

"Siamo partiti da un dato – spiega Miniero – la spesa per lo smaltimento dei rifiuti che, nel 2003, ammonta a circa 400 mila euro. Una cifra che ci è sembrata eccessiva, senza contare il fatto che, come tutte le amministrazioni pubbliche, c’era un altro versante costituito dal consumo di carte e cartucce per stampanti e macchine fotocopiatrici che non dava luogo alla raccolta differenziata. Non solo, la produzione di rifiuti speciali al Cotugno era eccessiva rispetto al numero di giornate di degenza soprattutto nel raffronto con altre realtà simili alla nostra, come lo Spallanzani di Roma".

Dal raffronto, emerge che all’ospedale per malattie infettive romano, nel 2003, sono stati prodotti 2,43 chili di rifiuti speciali per singolo paziente al giorno, mentre al Cotugno ne sono stati prodotti il doppio, 4,92. Pertanto il Cotugno producendo più rifiuti spendeva il doppio per lo smaltimento.

Raccolta differenziata e altre strategie riduttive per la parte di rifiuti non costituita da rifiuti sanitari e con i limiti imposti per questi ultimi, è la strada proposta dal dirigente dell’Area Prevenzione e tutela del personale.

Gli obiettivo del progetto sono nella riduzione della quantità totale sia in peso sia in volume dei rifiuti ospedalieri, riduzione del numero dei contenitori e del tipo di contenitori, più accurata differenziazione dei rifiuti speciali da quelli assimilabili a rifiuti urbani comuni e da quelli riciclabili in particolare carta, vetro e plastica, nel rispetto delle norme in tema di salvaguardia della salute pubblica.

 

Addestramento del personale
"Tutto il progetto – spiega Miniero – richiede un minuzioso addestramento del personale con l’individuazione di un responsabile del settore in grado di monitorare la rigorosa applicazione delle norme in tutte le fasi della produzione di rifiuti e della raccolta per aree e secondo percorsi standard".

Una delle soluzioni proposte consiste nella sostituzione delle bocce di vetro per soluzioni infusibili con analoghi contenitori in plastica. Ciò comporta la drastica riduzione della produzione di rifiuti sanitari potenzialmente taglienti e dunque nella
Inutilità dell’acquisto degli speciali contenitori in plastica utilizzati finora anche in considerazione del fatto che la maggior parte degli altri rifiuti sanitari potenzialmente taglienti s(siringhe, cateteri ecc. ) sono dotati di per sé di sistemi di sicurezza.

Il solo acquisto di contenitori rigidi incide per circa 25 mila euro. "La contemporanea riduzione del peso – aggiunge Miniero - oltre che del volume, comporta ulteriori risparmi. I costi per chilo di rifiuti prodotti passa da 1,62 euro per Kg a 0,40 euro".

La spessa soluzione in plastica costerebbe, all’acquisto, circa il 20 per cento in più (0,47 euro anziché 0,39 euro). Ma per il suo smaltimento costerebbe solo 0,026 euro e dunque il 94 per cento in meno. In totale l’azienda Cotugno, per il 2003, per il solo acquisto delle confezioni di soluzioni iniettabili in vetro ha speso circa 31 mila euro.

 

I nodi del sistema
Il costo maggiorato del 20 per cento, per le soluzioni in plastica, ammonterebbe a 6200 euro, mentre in confronto, per il solo risparmio dello smaltimento delle bocce in vetro spenderemo circa 19 e 800 euro in meno. Insomma, i contenitori in plastica farebbero risparmiare.

Un risparmio ulteriore si ha in funzione del minor volume di spazzatura consumato, che darebbe luogo ad una riduzione nell’acquisto di cartoni (circa 10 pezzi in meno) con un minor costo di 6600 euro. In totale il solo passaggio dai contenitori in vetro a quelli in plastica comporterebbe un risparmio immediato di circa 26 euro l’anno.

Un altro risparmio si può ottenere dalla sostituzione dei contenitori di polistirolo per il trasporto delle vaschette degli alimenti con analoghi riutilizzabili e sterilizzabili. Qui, la spesa complessiva è di 40 mila euro l’anno. Spese e risparmi possibili. Piccoli importi, certo, rispetto alle cifre della sanità, ma se tali procedimenti fossero estesi a tutte le aziende ben più grandi del Cotugno si andrebbe sui milioni di euro con un risvolto ecologico che può fare cultura in una Regione seppellita dai rifiuti.

 

AZIENDA OSPEDALIERA "D. COTUGNO" - Azienda Ospedaliera di Rilievo Regionale
Via G. Quagliariello, 54 - 80131 Napoli - Tel. 081 5908111 email: info@ospedalecotugno.it
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