FEBBRAIO - MARZO 2005
Ecointerventistica. Siglata un’intesa con l’Irccs Spallanzani
Il Cotugno va in soccorso dell'Istituto «Spallanzani» di Roma ed esporta tecniche e modello organizzativo del centro di Ecointerventistica diretto dal prof. Antonio Giorgio.
La convenzione, stipulata a inizio febbraio, porta la firma del Commissario straordinario dello «Spallanzani» Raffaele Perrone Donnorso (attuale vertice anche al Pascale di Napoli) e del direttore generale del Cotugno Vincenzo Casalino.
L'attività di consulenza sarà svolta a favore dello Spallanzani da Antonio Giorgio, titolare della struttura complessa di Malattie infettive ad indirizzo econinterventistico del Cotugno.
Le prestazioni saranno rese al di fuori dell'orario di servizio. Diagnosi e trattamento delle lesioni focali epatiche, procedure operative connesse, organizzazione e implementazione di un servizio di diagnosi e trattamento loco-regionale delle neoplasie primitive e secondarie del fegato, formazione e addestramento del personale medico divisionale: sono questi i contenuti su cui si basa la convenzione tra il centro monospecialistico della Capitale e il polo infettivologico campano.
La richiesta di Donnorso La richiesta di consulenza è partita, nelle settimane scorse, dallo stesso «Spallanzani», nell'ambito di un progetto teso a diversificare le patologie trattate nell'istituto di romano (come è scritto all'articolo 1 dell'intesa) e per inserire nuovi percorsi diagnostico terapeutici di eccellenza tra le proposte assistenziali dell'Irccs «Spallanzani».
La consulenza del centro di Ecointerventistica diretto da Antonio Giorgio sarà prestata con modalità programmate in giorni e ore che saranno concordate tra le Direzioni sanitarie dei due nosocomi. Per ogni consulenza diagnostica e procedura interventistica il Cotugno riceverà il 20 per cento del Drg corrispondente.
Inoltre, per le consulenze finalizzate all'organizzazione ed implementazione del servizio e per le attività di formazione e addestramento del personale medico dello «Spallanzani» sulle tecniche impiegate, (alcolizzazione, laser e radiofrequenza) è previsto un rimborso di 500 euro per ciascuna seduta.
Lo Spallanzani si farà anche carico di stipulare una polizza assicurativa per le prestazioni rese dal Cotugno. La scelta dello «Spallanzani» di convenzionarsi con l'Azienda campana è da mettere in relazione con la stretta dipendenza tra i virus epatici e le malattie neoplastiche del fegato.
Un ambito della patologia che vede la Campania tra le regioni più colpite dall'endemia di epatite e, conseguentemente, con tassi molto alti di incidenza di neoplasie epatiche primitive. Sono centinaia i casi di tumori epatici trattati al Cotugno presso il centro di Ecointerventistica diretto da Giorgio.
Una struttura tecnologicamente avanzatissima quella partenopea, dotata di ecografi tridimensionali di ultima generazione, a mezzo di contrasto e ad altissima risoluzione, simili alla Tac per qualità di immagini. "Il nostro centro - spiega Giorgio - dispone di Ecografi a mezzo di contrasto a base di bolle di esafluoruro di zolfo: grazie a ciò siamo in grado di studiare correttamente la malattia e anche di guidare un ago che, in anestesia locale, trasmettendo energia elettromagnetica ad alta frequenza, consente il trattamento loco-regionale dei tumori primitivi e secondari del fegato.
L'unico limite è rappresentato dalle caratteristiche della lesioni. Se si tratta di masse uniche o multiple, ma dai confini netti, l'ago può bruciare tumori fino a 3-4 centimetri di diametro in una o più sedute». La tecnica in radiofrequenza La tecnica operatoria consiste nella introduzione, nella massa tumorale e sotto guida ecografica, di un particolare ago che trasmette calore superiore a 100 gradi distruggendo le cellule tumorali.
I tassi di sopravvivenza, registrati nel corso di tre anni di attività, risultano comparabili a quelli ottenuti con la resezione chirurgica. "Da circa cinque anni - spiega Giorgio - usiamo, con ottimi risultati, questa metodica minimamente invasiva per i pazienti affetti da tumori del fegato". Oltre l'80 per cento dei pazienti trattati sono ancora viventi.
Il trattamento è sicuro ed efficace. "Qui utilizziamo tutte le tecniche indicate, a seconda del caso e del tipo di epatoma, primario o secondario: alcolizzazione, Yag laser e radiofrequenza". La consulenza con lo Spallanzani, le nuove attrezzature, l'esperienza maturata negli anni, i risultati scientifici ottenuti negli ultimi lustri dal Centro di ecografia interventistica del Cotugno, riconosciuti a livello internazionale, sono tutti elementi che consentono oggi, un ulteriore salto di qualità nel trattamento dei tumori epatici a tutto vantaggio del pazienti.
"Il nostro Servizio - aggiunge Giorgio - è ormai in grado di caratterizzare, con i mezzi di contrasto di seconda generazione, i tumori epatici sia benigni che maligni, anche quando hanno dimensioni inferiori al centimetro come documentato da due nostri studi recenti pubblicati su Radiology e American Journal of Roentgenology. Studi che hanno dimostrato che la capacità dell'ecografia con mezzo di contrasto nel caratterizzare l'epatocarcinoma su cirrosi, anche quando è di piccole dimensioni, è del tutto simile alla TaC ed alla Risonanza magnetica".
"Il nostro Centro - sottolinea ancora Giorgio - è ormai in grado di studiare e selezionare tutti i pazienti a rischio per epatocarcinoma (epatitici cronici e cirrotici con infezione da Hbv ed Hcv), Visualizzare i tumori in fase precoce ed avviare il paziente alla terapia più idonea". L'acquisto annunciato, e ormai imminente, della Tac multistrato, e la nomina di un Primario di Chirurgia Epatobiliare, la presenza di un servizio per la preparazione e somministrazione di farmaci antiblastici, valorizzano e ampliano l'attività del Centro del Cotugno che, già da anni, di fatto, è un punto di riferimento per la diagnosi ed il trattamento dei tumori epatici.