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Immagine di riferimento della sezione Archivio News LUGLIO - AGOSTO 2005

 

 

Ospedale a domicilio: il bilancio di venti anni di assistenza
Nel Giugno del 1995 (D.P.G.R. 3914/94 del 21-06-1995) presso l'Azienda ospedaliera Cotugno di Napoli, nasce il Servizio di Ospedalizzazione Domiciliare Aids: 12 posti letto gestiti da un direttore, un medico infettivologo ed una coordinatrice infermieristica (Equipe fissa) coadiuvati da un Medico infettivologo, un infermiere, (entrambi provenienti a rotazione dalle tre Divisioni Aids) e un autista.

Una vera e propria equipe mobile in grado di trasferire conoscenza, sapere fare e saper essere direttamente a casa del paziente, praticando terapie e controllando la situazione clinica come esattamente in ospedale.

Nel 2003 con il D.D. 860/02 del 09-06-2003, che prevede l'aumento dei posti letto Aids a 14 e l'ampliamento di tale forma di assistenza ai pazienti infettivi non Aids, (10 posti letto) per pazienti affetti da patologie broncopolmonari, oncologiche, epatiche, neurologiche e nefrologiche ) più altri 10 posti letto in casa famiglia (Riario Sforza) nasce, di fatto, il Gruppo "Iris".

All'equipe fissa, con l'avvento del suddetto progetto, vengono affiancate le seguenti figure professionali: un Medico infettivologo, tre infermieri, tre psicologi, un assistente sociale, un sociologo, "tutti in pianta stabile nell'organico" del Servizio di assistenza domiciliare.

In seguito a tale ampliamento di organico, il Servizio di Ospedalizzazione a domicilio rafforza la propria autonomia, con la presa in carico globale e continua del paziente sia dal punto di vista assistenziale che psicologico- sociologico.

Riunioni e confronti con i pazienti
Le varie figure professionali interagiscono fra di loro e "assottigliando i confini dei propri ruoli" con un confronto diretto e giornaliero (breefing all'uscita ed al ritorno dell'equipe mobile) offrono un'assistenza mirata al miglioramento della qualità di vita del paziente e del suo nucleo familiare.

L’assistenza agli oncologici emotivamente la più pesante
Dalla nostra esperienza emerge un dato umano sopra tutti gli altri: l'assistenza ai pazienti oncologici è la più delicata e complessa, almeno quanto quella dei pazienti con Aids, soprattutto dal punto di vista psicologico, per gli inconsci meccanismi di identificazione che suscitano sentimenti contrastanti.

Mentre infatti dal punto di vista professionale si è portati a fare il possibile ed "a volte anche l'impossibile", dal punto di vista emotivo nascono invece la frustrazione e il senso di impotenza che, inevitabilmente, derivano dal peggioramento progressivo del paziente.

Non ci sono protocolli. Nessuno potrà mai dirti cosa è giusto e cosa è sbagliato fare in tali circostanze, dal momento che ogni paziente, in virtù dei propri vissuti personali, rappresenta un'entità a sé.

Gli obiettivi certi da perseguire sono: il controllo del dolore dal punto di vista fisico ed il conforto nella solitudine dal punto di vista psicologico.

Tali fattori angoscianti della malattia fanno sentire il paziente solo, con la consapevolezza della morte e con l'impossibilità di comunicare le proprie ansie e paure ai familiari.

L'accanimento terapeutico, invece, dovrebbe sempre essere tenuto lontano dalla scena; esso costituisce soltanto una soluzione al senso di impotenza degli operatori sanitari.

Per arginare l'eventuale insorgenza della sindrome del Burn-out (generata dalla tipologia di tale assistenza, estremamente pesante dal punto di vista tecnico ed emozionale) è stato, infine, istituito un gruppo Balint a cadenza quindicinale, nel quale i vissuti individuali e collettivi trovano lo spazio per essere discussi ed elaborati.

Un ringraziamento particolare va ai signori:
D. Bottone, A.Cucciardi, D. Cuomo.

 

AZIENDA OSPEDALIERA "D. COTUGNO" - Azienda Ospedaliera di Rilievo Regionale
Via G. Quagliariello, 54 - 80131 Napoli - Tel. 081 5908111 email: info@ospedalecotugno.it
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